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In gergo da intenditori si parla di searing, ovvero il processo di brunitura della superficie della carne per mezzo di forte calore. Proprio questo processo chimico fisico attiva la caramellizzazione degli zuccheri presenti nella carne, producendo quella crosta croccante e profumata. Ma lo stesso effetto si ottiene anche con i barbecue a gas? Di solito con il carbone si raggiungono temperature più elevate, però i barbecue a gas più costosi sono dotati di searing station, ovvero di bruciatori aggiuntivi appositamente dedicati a questa funzione in grado di sprigionare calore. Se volete capire quanto sia fattibile il searing, dovete prestare attenzione alla potenza dei bruciatori (espressa in BTU o KW).

La temperatura massima non è però il fattore più importante nella scelta tra un bbq a gas ed uno a carbone, infatti a parte la fase di Searing, per tutti gli altri momenti della cottura il calore erogato è più che sufficiente per entrambi i sistemi. L’altra differenza tra il barbecue a gas e il barbecue a carbone è il fumo. Il fumo è un elemento della combustione, il fumo prodotto dal gas e quello prodotto dal carbone sono diversi. Il carbone fa più fumo e genera una più ampia gamma di molecole di sapore rispetto al gas. Quell’aroma di barbecue con la soluzione gas è più mite.  Un fattore negativo nella carbonella invece sono i prodotti chimici che si utilizzano spesso per l’accensione: bruciando, possono dare  al cibo un odore sgradevole.

Una vasta scelta di barbecue la troverete da Leroy Merlin. 

ler